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recensioni21/02/2010A cura di: Daria
OK GO
Of the blue color of the sky
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Tracklist

  • 1. 1.WTF?
  • 2. This Too Shall Pass
  • 3. All Is Not Lost
  • 4. Needing/Getting
  • 5. Skyscrapers
  • 6. White Knuckles
  • 7. I Want You So Bad I Can’t Breathe
  • 8. End Love
  • 9. Before The Earth Was Round
  • 10. Last Leaf
  • 11. Back From Kathmandu
  • 12. While You Were Asleep
  • 13. In The Glass

Genere

Pop

Etichetta

Capitol records

Sito Ufficiale

http://www.okgo.net/

Voto

7

Ve li ricordate gli Ok go? Quelli che anni fa ci avevano fatto ammazzare dalle risate cantando e ballando sul tapis roulant la loro Here it goes again?
Hanno appena pubblicato il terzo disco e non c’entra assolutamente nulla con quello che di loro ricordate.
Il titolo Of the blue color of the sky si ispira al saggio del naturalista A.J. Pleasonton The influence of the blue ray of the sunlight and the blue color of the sky, segno che la band di Chicago abbia voluto diventare un pò più concettuale, purtroppo mi permetto di dire.
Sonorità più scure, come gli stessi Kulash e soci hanno dichiarato, lontane dal power pop scanzonato a cui ci avevano abituati: in questo disco c’è del Funk, falsetti alla Prince, suoni anni ’80 e anche l’utilizzo di un vocoder. Anche se la vena danzereccia non è del tutto esaurita, i brani”per la pista da ballo” suggeriscono un intento molto più serioso.
Il primo brano W.F.T?( acronimo di What the fuck?)ci porta subito nella nuova realtà degli Ok go, un trionfo a tavolino del sintetizzatore sulla sei corde, una sorta di filastrocca funk robotizzata e trasformata da un vocoder.
Non mi è piaciuto particolarmente neanche l’esplicito riferimento a Prince nel brano Skyscrapers dove Kulash strilla come un maiale che sta per essere sgozzato.
Grande sorpresa, positiva in questo caso, la ballata finale In the glass, una gemma quasi glam nella prima parte e psichedelica poi.
Insomma per quanto mi riguarda questo disco è stata una grande delusione e spero ce gli Ok go ritornino sui propri passi e ci ripropongano quel fun pop che sanno fare egregiamente.