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recensioni09/12/2009A cura di: Daria
ELISA
HEART
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Tracklist

  • 1. 01.Vortexes
  • 2. 02.And All I Need
  • 3. 03.Anche se non trovi le parole
  • 4. 04.This Knot
  • 5. 05.Mad World
  • 6. 06.Ti vorrei sollevare (Giuliano Sangiorgi)
  • 7. 07.Your Manifesto
  • 8. 08.The Big Dipper
  • 9. 09.Someone to Love
  • 10. 10.Poems by God
  • 11. 11.Coincidences
  • 12. 12.Lisert
  • 13. 13.Forgiveness (feat. Antony)
  • 14. 14.Dot in the Universe

Genere

Pop

Etichetta

Sugar

Voto

7 su 10

Non sembra ma sono trascorsi ben cinque anni, un’eternità dal punto di vista discografico, da quando Elisa Toffoli, in arte Elisa, ha pubblicato il suo ultimo album di inediti, Pearl Days Forse perché questi anni sono stati quelli della consacrazione definitiva, grazie a concerti, raccolte, successo in patria e oltreoceano.
Non lasciatevi trarre in inganno dal singolo”Ti vorrei sollevare”:Elisa non è passata definitivamente all’italiano , come questa canzone e i singoli degli ultimi anni potrebbero lasciar intendere. Nel disco c’è solo un altro brano nella nostra lingua” Anche se non trovi le parole”.
In Heart Elisa sembra cimentarsi nuovamente con l’inglese nelle altre 12 tracce, come infondo ha sempre fatto.
Un disco che insiste molto sulle chitarre, in brani come This knot e Mad word, cover dei Tears of Fears.
Si inizia con Vortexes, ottimo biglietto d’entrata, forse il bridge è un po’ debole ma questo non compromette la buona riuscita del pezzo.
Segue All I need, una ballata classica, si susseguono una serie di brani che non aggiungono nulla a quello che ha da dire l’album. Si arriva a Your manifesto: un riff davvero accattivante che ti rimbalza in testa.
In Heart Elisa duetta con due protagonisti della scena musicale contemporanea, Giuliano Sangiorgi(cantante dei Negramaro) nella già citata e inutilissima Ti vorrei sollevare, e con Antony Hegarty (Antony and the Johnson) per il brano Forgiveness, uno dei più belli del disco a mio parere.
L’album suona più duro di quanto ci si aspettasse, melodie più immediate ma anche più scivolose, forse troppe tracce per questo ritorno, la seconda parte del disco risulta un po’ ripetitiva e ingombrante.
Heart è un bel disco ma lascia la sensazione che Elisa, per quanto realmente non si risparmi, non abbia più molto da dire e finisca per riproporre sempre gli stessi registri.