Sezione recensioni
recensioni04/11/2009A cura di: Daria
Fausto Rossi
Becoming visible
afausto150.JPG

Tracklist

  • 1. Foolish things
  • 2. Everyone
  • 3. I want you
  • 4. Paradise
  • 5. Stand apart
  • 6. In a couple of years
  • 7. Don’t cry
  • 8. Tonight

Genere

Pop

Etichetta

Interbeat

Sito Ufficiale

http://faustorossi.net

Voto

8

Becoming invisible a quasi undici anni di distanza dal precedente Exit segna il ritorno sulle scene del cantautore friulano Fausto Rossi conosciuto ai più come Faust’O .

Già dal titolo si possono intuire le intenzioni di Fausto, il suo non è un tornare visibile dopo gli anni di latitanza, ma riemergere partendo da se stesso.

Forse non ha caso la parola più usata nei testi è home la meta di un lungo viaggio che riporta appunto all’inizio, all’essere umano prima che al musicista.

Il disco è quasi interamente acustico, fa eccezione il brano di apertura del disco Foolish things unica canzone dove compare un’elettrica distorta che sembrerebbe il preludio di un disco “con il botto”, ma i pezzi che seguono sono una sorpresa: dolci a tratti e velati da una vena blues, sonorità che oscillano dall’etereo al malinconico.

Pochi accordi, quelli essenziali, pochi gli strumenti, eccellenti le chitarre di Massimo Betti e Stefano Brandoni che accompagnano la voce di Fausto in queste otto ballate .

Un disco scarno, intimista e riflessivo quindi, in bilico tra il distacco e una dolorosa partecipazione ai mali della realtà contemporanea.

Album composto e cantato interamente in inglese, una lingua straniera che forse permette di eliminare i fronzoli della lingua italiana e arrivare al nocciolo delle cose; semplice ma non banale.

In alcuni passaggi mi ha ricordato il Tom Waits di Martha per la calda malinconia che sa creare soprattutto in I want you.

Decisamente un bel disco, una piccolo gioiellino da avere nella propria collezione.